-

Arnaldi può sorridere: "Finalmente gioco senza dolore"

"Nel terzo set - ha detto il ligure - cercavo solo di restare attaccato, di mettergli pressione. Sapevo che un’occasione sarebbe arrivata, e così è stato. L’ho sfruttata alla fine, ma l’importante era rimanere lì”

01 maggio 2026

20260501_Matteo_ARNALDI_GSP12219.JPG

È una maratona che vale la semifinale, quella vinta da Matteo Arnaldi al Sardegna Open. Il ligure supera Nuno Borges dopo tre ore di battaglia e conquista il penultimo atto del Challenger di Cagliari, confermando un percorso in crescita più sul piano fisico e mentale che su quello puramente tecnico.

“Più che una rinascita, è proprio come tornare a giocare a tennis - chiarisce subito Matteo in conferenza stampa -. Non ho giocato per tanto tempo, quindi non posso parlare di rinascita. Sono semplicemente contento di poter stare in campo, di fare partite senza avere dolore. Questo torneo l’ho messo in calendario proprio per questo: giocare il più possibile, sentirmi meglio giorno dopo giorno. E sta succedendo...”.

Un percorso che prescinde dal risultato, almeno in questa fase: “Si può vincere o perdere, oggi è stata dura: prima ha avuto una chance lui, ha servito per il match e c’è stato anche un match point… ma sono qui, e questa è la cosa importante. Ho un’altra partita domani, un’altra occasione, ed è quello che conta di più per me”.

Determinante, ancora una volta, la capacità di restare agganciato al match nei momenti difficili: “Non c’è stato un momento preciso in cui ho pensato di poterla vincere. Nel terzo set cercavo solo di restare attaccato, di mettergli pressione. Sapevo che un’occasione sarebbe arrivata, e così è stato. L’ho sfruttata alla fine, ma l’importante era rimanere lì”.

Arnaldi può sorridere: "Finalmente gioco senza dolore"

Una gestione lucida, figlia anche di una maggiore esperienza nei momenti chiave: “Stavo comandando il gioco, poi ho avuto un piccolo calo, che ci può stare visto che ho giocato poco negli ultimi mesi. Lui nel terzo set ha giocato molto bene, quindi era fondamentale non uscire dalla partita mentalmente. Credo di esserci riuscito, e questo mi rende contento”. Il tema centrale resta però la condizione fisica, ancora in fase di ricostruzione: “Sto mettendo alla prova il piede, sicuramente. Il fastidio c’è ancora, non sono al 100%. Però sta rispondendo bene: il giorno dopo sto sempre meglio, e questo è un segnale importante. Ho giocato tre partite lunghe, di buon livello, e sono contento di riuscire a stare in campo così tanto”.

Un lavoro che passa anche dalla nuova collaborazione tecnica, ancora agli inizi, con Fabio Colangelo: “È difficile parlare di quanto stiamo facendo, perché è solo la seconda settimana insieme. L’unica cosa che posso dire è che da quando abbiamo iniziato sono riuscito ad allenarmi con continuità. Questo è già tanto. Poi piano piano sto tornando competitivo, ma la cosa più importante resta giocare partite e avere occasioni per migliorare”. A Cagliari, Arnaldi ha trovato anche un ambiente ideale per questo percorso, con il sostegno del pubblico italiano: “Giocare in casa è sempre speciale. Il pubblico ti dà qualcosa in più, soprattutto nei momenti difficili, quando sei stanco o sotto pressione. Oggi mi ha aiutato tanto, e credo che senza questo supporto sarebbe stato più complicato portarla a casa”.

Loading...

Altri articoli che potrebbero piacerti